Lucilla Trapazzo

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Lucilla Trapazzo

 

Forse non ci salva questa cosa

mitica e poetica

ma ci squassa e ci fa mare

luce foglie fuoco

e poi mani e corpi e carne.

Assoluti e transeunti.

Lo spazio di una notte liquida

di incroci e geometrie di gambe occhi

e lingue soffocate.

All’alba avremo solo un ramo e i gatti

e parole come fiume per cantare l’illusione

d’infinito.

 

Lasciami il sogno non ancora morto

e il rosso dei tuoi baci e dei mirtilli.

 

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