Lucilla Trapazzo

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Lucilla Trapazzo

Lucilla Trapazzo

Born in Cassino, Italy. She lives between Zurich and NY. She studied German literature in Italy at “La Sapienza” University; later she got a MA in Film & Video at the “American University” of Washington, D.C. (where one of her shorts got an award). She studied theater at the “Fersen Academy” in Rome, with Elizabeth Kemp (Actor’s Studio), and with Jonathan Fox (Playback Theater), and art with Barbara Rose.

Her activities range among poetry (recipient of several prizes, publications in International anthologies – in Italy, Singapore, Argentina, Macedonia – and International Festivals – Macedonia, Tunisia, Albania, Serbia, Italy), theater (teaching workshops, directing, acting), video-installations, translations, and literary critiques. In her works she longs for a synthesis of all the different artistic languages. Her works have been shown at several International exhibitions and festivals (UK, USA, France, Italy, Belgium, Netherlands, South America). She works for years with three cultural associations in Italy (TiconZero, Cagliari, experimental electroacustic and collateral languages; ARS Cultural Movement, Rome, visual art; Tracce nel vento, Palermo, literature and publishing).

BOOKS

“Ossidiana”, poetry book, September 2018, Volturnia Edizioni, Isernia, Italy.
“Dei Piccoli Mondi”, poetry book, April 2019, Il Leggio Edizioni, Chioggia, Venezia.
“Trentagiorni”, Haiku Lucilla Trapazzo, photographs Alfio Sacco, September 2019, Il Sextante, Roma.

CONTACTS

Limmatstrasse 260, 8005 – Zurich – Switzerland
90 Prince Str. #7N, 10012 – NY, NY – USA

+41788076904

[email protected]
www.lucillatrapazzo.com

*
Guarda, cade di nuovo l’ombra
a levante – laggiù, dall’altra parte
del tramonto. Ora piega al fosco
il peso delle stelle.

Resta con me questa notte
potremmo scrutare gli ordigni
brillare sul fiume.
Resta una notte soltanto.
Confondi di baci i miei occhi
e il destino.

Vorrei sguardo di lince, vorrei
sasso indolente. Ma ho ali di chioccia
e ombre albeggianti, nel grembo
manciate di astri sgualciti.
Tu resta.
Incendiamo la notte (con lucore
di dubbio o barlume d’idea).

Scusa, con gli anni e gli ormoni dimentico
tutto e parlo un po’ troppo.
Postille di cielo
siamo
nel verbo, nel tempo imperfetto.

Tu resta con me, schiariamo la notte.

*
Non ho domani da darti
(né il rossore di mela della prima volta).
Solo oggi tra le dita ed un fiume in piena

Dondoliamo stupiti nella notte straniera
e lucente.

Di una luna che cade e di nembi raccolti
nel dubbio di stanza mi hai detto
e hai dipinto la fiaba.

Ti ho visto. Mi hai visto.

Ora aggrappati al bacio. Accade
in silenzio. Accade il momento
accade forse l’amore.

*

vorrei chiederti che fai lì sul cuscino
a cosa pensi
poi danzarti intorno e raggiungerti piano

il tuo silenzio (fortezza impenetrabile)
risuona fiero come vaso Ming

ti guardo e trattengo il respiro
se batto le ciglia crolla
anche il mio cielo

 

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